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Lettera ai Soci Covid-19

Care Socie, Cari Soci,

con questa informativa vogliamo dare almeno parziale risposta alle domande e ai dubbi che sono stati esposti da numerosi Nefrologi di diverse regioni Italiane. La situazione sanitaria è oltremodo delicata, in ispecie per pazienti fragili e immunodepressi quali i nefropatici. Pertanto, riteniamo possa essere utile avere una strategia comune che di seguito enucleiamo.

  1. Ribadiamo la necessità che tutti si attengano al protocollo operativo già diffuso e messo a punto dai colleghi della sezione lombarda, disponibile a questo link;
  2. È opportuno chiedere ai nostri interlocutori politici e amministrativi di individuare un ospedale per provincia dotato di Rianimazione, Malattia Infettive, Servizio Dialisi, ove concentrare i pazienti Covid-19 positivi o con forte sospetto in attesa di diagnosi, che andranno gestiti in area contumaciale con personale protetto;
  3. Tutti i centri dialisi dovrebbero attivare un triage preventivo all’ingresso al centro: in caso di febbre (che comunque va misurata prima di ogni seduta dialitica), congiuntivite, dispnea e in assenza di altre potenziali cause infettive (CVC infetti in primis) inviare il paziente, secondo il percorso aziendale, al consulto infettivologico presso i triage del P.S. di riferimento. In assenza di possibilità di triage preventivo (centri privati accreditati o presidi non dotati di P.S.), i pazienti dovranno contattare il centro di dialisi per riferire di sintomatologia sospetta per infezione da corona virus. Questo approccio è del tutto analogo a quanto raccomandato per la popolazione generale non nefropatica.  I pazienti con sintomi sospetti vanno inviati al centro di riferimento per l’esecuzione del tampone. Queste misure sono indispensabili, in quanto bastano pochi pazienti positivi, con le relative quarantene di personale medico e infermieristico,  a mandare in crisi tutta l’assistenza ai dializzati;
  4. Il paziente dializzato con sospetto di infezione da corona virus ed in attesa di esito del tampone che necessita di trattamento dialitico indifferibile va comunque considerato “positivo” e trattato dalla struttura di riferimento Covid19.
  5. In alcune regioni italiane vi è una enorme dispersione di centri privati accreditati con dimensioni medio/piccole: non è ipotizzabile che tali centri siano in grado di gestire i pazienti positivi, che andranno quindi inviati all’ospedale provinciale di riferimento; se necessario, potranno rendersi disponibili per far affluire altri pazienti cronici negativi per corona virus e decongestionare i centri di riferimento;
  6. Promuovete con attenzione l’uso sistematico e corretto dei dispositivi di protezione individuale per il personale e per i pazienti: la prevenzione è la principale arma di difesa; proprio perché così importanti, e data l’elevatissima necessità, i presidi vanno gestiti con oculatezza per evitare di restare senza a breve.

La SIN continuerà tramite i suoi canali informativi a fornirVi tutte le informazioni che si rendessero disponibili e utili per la Vostra preziosa opera quotidiana.

Buon lavoro a tutti.

 

     Il Segretario SIN                                                                Il Presidente SIN

       Filippo Aucella                                                                 Giuliano Brunori